Proroga Avviso 2/2020 e opportunità del 2021 Fondimpresa

E’ stato prorogato al 30 giugno 2021 il termine per la presentazione delle domande di finanziamento attraverso l’Avviso 2/2020 di Fondimpresa, un bando che rappresenta una vera leva di rilancio aziendale e il bonus prevede contributi dai 1.500 ai 3.500 euro per ciascuna impresa. Con questa misura sono stati infatti stanziati 10 milioni di euro a favore delle micro e piccole imprese aderenti a Fondimpresa per piani formativi dei propri dipendenti da realizzare sul Conto Formazione.

L’Avviso è stato ideato anche tenendo conto del periodo di emergenza sanitaria e a sostegno della fase di progressiva ripresa delle aziende potenziali beneficiarie attraverso la formazione finanziata da Fondimpresa e riguarda progetti di formazione interaziendali, ovvero con dipendenti impiegati in più imprese, anche in regioni diverse.  Tra i destinatari del Piano possono essere inseriti anche i lavoratori in cassa integrazione, guadagni in deroga e gli apprendisti per attività formative diverse dalla formazione obbligatoria prevista dal contratto.  I piani formativi potranno prevedere le tematiche formative che più rispondono ai fabbisogni formativi emergenti e contingenti.

Bruno Scuotto (Presidente Fondimpresa) sulle nuove opportunità del Fondo 2021

Se il 2020 è stato l’anno della crisi, il cambiamento – quello vero – ancora non lo abbiamo vissuto. Per ora abbiamo solo metabolizzato la consapevolezza che si trasformeranno in maniera più o meno radicale il lavoro, i settori e le filiere, che dovranno mutare pelle per adeguarsi alle richieste di un mercato totalmente nuovo in cui saranno sempre più necessarie le competenze digitali, che non è più un semplice bisogno relativo per i lavoratori e per le stesse aziende”.

Sono queste le parole di Bruno Scuotto, Presidente di Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil che si occupa di rendere accessibile ad aziende e lavoratori una delle leve fondamentali per l’innovazione e lo sviluppo in un’intervista rilasciata ad Economy Magazine.

Scuotto, nella stessa intervista, evidenza quanto il “cambiamento si coniuga con la formazione che, in questo processo di trasformazione, deve rivestire un ruolo centrale”. Ciò obbliga necessariamente a rafforzare quella cultura della formazione continua quale strumento strategico di crescita e sviluppo aziendale e, complessivamente, del sistema Paese.

La formazione – secondo Scuotto – “dovrà adeguarsi innanzitutto ad un nuovo modello di lavoro, visto che abbiamo scoperto, proprio grazie alla pandemia, che si può lavorare in maniera diversa da remoto, certo con una diversa consapevolezza e una diversa misurazione della qualità del lavoro. Non più parametrata sul tempo, sulle ore effettivamente lavorate, ma sugli obiettivi raggiunti. Una formazione sempre più specialistica perché chiamata a far fronte alle richieste di un nuovo mercato”.

Tutto ciò evidenzia quanto occorrano nuove skills per cambiare le modalità di lavoro ma anche per adeguare le filiere e i settori a quella che sarà la nuova richiesta del mercato.  E’ per tali ragioni che anche la stessa proposta formativa dovrà cambiare, come gli stessi Fondi interprofessionali. Proprio Fondimpresa non punterà “più sul grande bando generalista della competitività, ma andremo su bandi verticali che possono essere focalizzati su innovazione, nuove assunzioni, territorio, ambiente, politiche attive del lavoro, anche con il sostegno del ministero del Lavoro e dell’Anpal”.

 

 

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